DAT - Dichiarazione Anticipata di Trattamento

La proposta delle dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) è un altro passo importante nel lavoro di condivisione e di riflessione iniziato da AISLA nel 2014 con la stesura del documento di consenso sulle scelte terapeutiche della persona affetta da SLA, proseguito e arricchitosi nei mesi successivi con incontri di formazione e convegni su questo tema.

Va subito chiarito un aspetto fondamentale: non si tratta né di uno strumento a uso esclusivo del malato né tanto meno di un nuovo adempimento burocratico per i medici.

E’ l’espressione finale, facoltativa e non obbligatoria, di un percorso di dialogo, informazione, condivisione tra medici, familiari e persone malate, in un contesto di reciproco rispetto e fiduciosa relazione di cura, finalizzato al raggiungimento di una piena consapevolezza della persona affetta da SLA nelle scelte terapeutiche che è chiamato a fare, così come è nel suo diritto e secondo le norme vigenti.

La definizione di tali scelte non può quindi essere limitata alla mera sottoscrizione di moduli ma deve essere l’esito di un processo di condivisione che consenta alla persona malata di avere tutti gli elementi – clinici, affettivi e legali – per poter fare la scelta più appropriata e adeguata alla condizione in cui si trova, e che non si conclude con la definizione di tale scelta ma deve essere continuamente sostenuta, accompagnata ed eventualmente rivista, nella consapevolezza che la malattia, come la tutta la vita, è in continua evoluzione.

 

Il documento allegato vuole costituire un aiuto alle persone con SLA e ai medici.

Il documento di pianificazione anticipata delle cure rappresenta uno strumento essenziale per garantire il diritto fondamentale della persona ammalata di decidere circa i trattamenti ai quali desidera o non desidera essere sottoposto.

Le scelte terapeutiche nelle persone con SLA devono necessariamente rappresentare il risultato di una relazione di cura basata sul dialogo costante tra persona ammalata e team multidisciplinare, nel quale i principi di appropriatezza, proporzionalità e consensualità costituiscono i riferimenti ineludibili.

Infatti, le azioni conseguenti alle scelte terapeutiche espresse non determinano atti contrari alla legislazione vigente quali la istigazione o la determinazione al suicidio o l’omicidio del consenziente, in quanto le scelte terapeutiche espresse sono processi sanitari per i quali è necessario il consenso informato alle cure.

Vengono pertanto indicati alcuni punti ritenuti essenziali per favorire una corretta formulazione e applicazione delle direttive anticipate di trattamento (DAT) in un documento in cui è auspicabile la massima personalizzazione delle volontà.